A partire dalla conclusione del secondo conflitto mondiale e fino ai giorni nostri, gli Stati Uniti hanno progressivamente sviluppato e consolidato una fitta e monumentale rete di basi militari, la quale oggi si estende in modo capillare su tutti e cinque i continenti. Questa massiccia presenza globale solleva spontaneamente una serie di interrogativi cruciali sulla geopolitica moderna. Ci si chiede, per esempio, quali siano le ragioni storiche e strategiche per cui nazioni sovrane come la Germania, l’Italia e il Giappone continuino a ospitare sul proprio territorio nazionale migliaia di soldati statunitensi a distanza di decenni dalla fine della guerra.
Allo stesso modo, resta da comprendere l’obiettivo di lungo termine che spinge Washington a investire costantemente nella costruzione e nel potenziamento di nuove strutture logistiche e operative in ogni angolo del globo. Oltre alle dinamiche puramente politiche, emerge poi la questione sociale relativa all’impatto concreto, spesso problematico, che l’insediamento di queste installazioni esercita sulla vita quotidiana, sull’economia e sull’ambiente delle popolazioni locali che risiedono nelle aree limitrofe. A questa complessa rete di nodi si aggiunge l’analisi della linea politica adottata dall’amministrazione del presidente Barack Obama, chiamato a gestire un tema così delicato e cruciale per gli equilibri internazionali.
A tutte queste complesse domande tenta di dare una risposta organica Standing Army, un’inchiesta giornalistica a trecentosessanta gradi che analizza il fenomeno in profondità. Il documentario non si limita a una ricostruzione teorica, ma unisce le riflessioni e le analisi geopolitiche di esperti e intellettuali di fama internazionale, tra i quali spiccano figure come Noam Chomsky, Gore Vidal, Chalmers Johnson ed Edward Luttwak. A questi autorevoli pareri specialistici si affiancano le testimonianze dirette e spesso drammatiche di cittadini comuni, la cui esistenza è stata segnata in prima persona dalla presenza fisica e dall’influenza dell’apparato militare americano all’interno del proprio paese.
- Regia: Enrico Parenti, Thomas Fazi
- Musiche: Stefano Piro, Arm On Stage
- Montaggio: Desideria Rayner
- Produzione: Thomas Fazi, Federico Minetti, Enrico Parenti
- Anno: 2010
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