Questo lavoro discografico nasce dall’isolamento volontario di quattro musicisti dal bagaglio artistico solido e variegato, riunitisi con l’obiettivo di esplorare l’essenza più profonda dell’essere umano e le origini della creatività. L’opera si configura come un vero e proprio confronto di idee e suoni, dove ogni componente esprime la propria visione del distacco dalla modernità attraverso un’immersione totale e quasi straniante nella dimensione naturale.
Questa forte suggestione emerge chiaramente da testi fortemente onirici e visionari, che lasciano sospesi tra la dimensione del viaggio reale e quella dell’esplorazione puramente mentale. Anche l’architettura sonora contribuisce a questa atmosfera astratta: un mosaico che fonde insieme blues, funky, minimal jazz, rock classico e psichedelia anni Settanta, evocando suggestioni che richiamano antichi rituali. Il disco non segue una narrazione lineare, ma si sviluppa come un flusso libero guidato da un unico filo conduttore che unisce storie diverse attraverso quello che la band stessa definisce un connubio tra improvvisazione e visione.
Sebbene la proposta musicale cerchi una propria identità e venga spesso considerata originale, le sue radici affondano in territori già esplorati, richiamando alla mente atmosfere che spaziano dalle sonorità acustiche e intime alla Beck o alla Neil Young, fino a suggestioni vicine a Sting o alla celebre colonna sonora di Eddie Vedder per Into the Wild. La scelta stessa di ritirarsi in un contesto rurale e isolato per dare vita al debutto solleva il dubbio se si tratti di una reale e spontanea urgenza espressiva o di una formula studiata, nonostante l’evidente impegno del gruppo nel voler rinfrescare e far risplendere sonorità e ambientazioni dal sapore tipicamente retrò.
Tracklist
- The Guardian
- Spiritual
- Desert Coffee
- Spider Rain
- Wolf In Town
- Queen Is Gone
- The Mouse In The Corn Flakes Box
- Sailor
- Go On!
- Get Back
